Home La Carpa CARPA

CARPA

Indice
CARPA
Pagina 2
Pagina 3
Tutte le pagine

 

La Carpa è originaria dell'Europa orientale e dell'Asia, dove è allevata da secoli e dove sono state selezionate numerose varietà domestiche. Alcune di queste, similmente alle forme selvatiche, sono completamente ricoperte di scaglie mentre altre, come la carpa a specchi e la carpa cuoio, ne sono parzialmente o completamente prive. In Italia la carpa è stata introdotta forse in epoca romana. Fino a pochi anni or sono veniva diffusamente allevata, a scopo alimentare, soprattutto nelle risaie, mentre attualmente la carpicoltura non è più legata alla coltura del riso ed è quasi esclusivamente dedicata al ripopolamento. Abbastanza frequente nel Po, nel tratto terminale dei suoi affluenti e in genere nei corsi d'acqua della pianura, la carpa è comune pure nei canali di bonifica, che rappresentano un ambiente ottimale per questa specie. Come per altre numerose specie tipiche delle acque lente che di pianura, nella parte orientale della regione la carpa, a causa di ripetuti ripopolamenti, è presente anche nei tratti intermedi o alti di alcuni fiumi e in laghi appenninici, le cui caratteristiche ecologiche non soddisfano però le esigenze di questo pesce. Predilige acque ferme o moderatamente correnti, con fondi melmosi e ricchi di vegetazione.

 

In tutti i tipi d'ambiente di acque dolci, specialmente nelle acque ferme o molto lente, un solo pesce su tutti vi regna incontrastato: questo pesce è la carpa. Anche se è ritenuta meno nobile in confronto alla trota o ad altri pesci, lei è la regina delle acque italiane. Infatti in qualunque ambiente, grazie alla sua scarsa esigenza di purezza, ossigenazione e temperatura d'acqua, la carpa è presente ovunque, e tra i pesci d'acqua dolce, escludendo gli ormai rari lucci, e i "clandestini" siluri, è il pesce che raggiunge le dimensioni maggiori, e questo è confermato dal peso di una carpa che è l'attuale record: 39,5 kg. Insomma dal Nord al Sud, dal grande fiume al piccolo canale di bonifica, dal grande lago ai piccoli laghi, possiamo stare sicuri di incontrare un pesce combattivo forte e scaltro, e cioè la carpa. Essa ha anche il grande pregio di avere invogliato migliaia di persone a iniziare a pescare, come i bambini, la maggior parte di essi inizia a pescare le carpe, e continuano a pescare per sempre, ed è solo grazie a lei che adesso vi sono molti grandi e bravi pescatori. Per riuscire a catturarla sono state messe a punto nuove tecniche, nuove attrezzature, dando vita ad una nuova tecnica di pesca, praticata da milioni di pescatori: il CARPFISHING.

 Alcune caratteristiche

Parliamo ora dell'aspetto della carpa e delle sue caratteristiche più importanti e speciali. Iniziamo con la vista: tra gli organi di senso, gli occhi sono di certo i più sviluppati. Sono posizionati ai lati della testa, sporgenti con visione a 180° fino ad un metro da vicino, poiché sono così accomodati a riposo; sotto sforzo, cioè per la visione da lontano, la lente (cristallino) viene spostata all’indietro (verso la retina) provocando una vera e propria incavatura nell’occhio. Nonostante ciò è in grado di scorgere tutto ciò che la circonda, sia in acqua che fuori, a parte ciò che si trova più in basso rispetto ad un' angolo di 45° sull'acqua, che a causa dell'effetto prismatico del liquido, fa cambiare traiettoria ai raggi di luce che provengono dall'esterno. Ogni occhio, quindi, possiede un ampio campo visivo e valuta la profondità attraverso il movimento della preda o del predatore. Per non farsi scorgere da essa è necessario vestirsi in modo mimetico e restare fermi il più possibile.

Passiamo all'udito: nei pesci è a carico del solo orecchio interno, che è composto da una parte superiore con i 3 canali semicircolari (per l’equilibrio in fase di nuoto) e una parte inferiore (adibita alla ricezione delle onde sonore) con due camere che contengono formazioni calcaree (otoliti) sospese in un liquido in cui "pescano" delle cilia (cellule nervose sensitive). Un ulteriore contributo all’ottima ricezione del suono da parte della carpa è l’attività combinata di due organi molto importanti presenti nei Ciprinidi: la vescica natatoria e l’apparato del Weber. Poiché il gas (una miscela di anidride carbonica,ossigeno ed azoto) presente nella vescica natatoria, è più comprimibile dell’acqua, le onde sonore la fanno vibrare in modo da amplificare i suoni; una catena di ossicini (presenti SOLO nei Ciprinidi) detta apparato di Weber collega direttamente la vescica con la parte inferiore dell’orecchio interno permettendo una funzionalità uditiva molto migliore: nei Ciprinidi, infatti, abbiamo la frequenza dei suoni percepiti varia da 6000 a 13000 Hertz (20000 Hertz nell’uomo), mentre in quelli senza apparato del Weber, la frequenza varia solamente da 800 a 3000 Hertz; nei pesci cartilaginei (squali, razze, torpedini, ecc) e negli storioni che sono privi di vescica gassosa, il limite è compreso tra 55 e 500 Hertz. E’, pertanto, necessario fare il meno rumore possibile durante la sessione di pesca, anche se, come nel carpfishing, le nostre esche si trovano a diversi metri dal nostro spot.

L'olfatto: è sentire "a distanza" le sostanze chimiche presenti nell’acqua. Il paio di cavità olfattorie è posizionato davanti agli occhi con una narice anteriore per l’entrata dell’acqua ed una posteriore per l’uscita. Tuttavia, l’olfatto è uno dei sensi meno sviluppati nei Ciprinidi, ma non è di certo poco importante poiché serve per la ricerca del cibo, la vita sociale, per evitare i predatori e per riprodursi.

Ora parliamo del gusto: Il gusto: è sentire "da vicino" le sostanze chimiche, è come un olfatto di prossimità. Nei pesci ossei, i bottoni gustativi (le cellule sensoriali adibite alla ricezione del gusto) sono situate sui barbigli, nella bocca, nel faringe, negli archi branchiali e sulla superficie del corpo; tuttavia, nella Carpa, pesce che utilizza moltissimo questo senso, il numero dei bottoni gustativi può arrivare anche a 10000 per centimetro quadrato nei barbigli. Attraverso queste appendici boccali e i bottoni posti sul muso, la carpa scegli prima ancora che con la bocca il cibo. Dopo aver accuratamente scelto il cibo, la carpa si affida al faringe o per la masticazione, che avviene tramite grossi denti faringei, o per il rigetto del bolo (alimento ingerito e già in fase digestiva). Una curiosità: nel periodo della "frega" i Ciprinidi perdono i denti che vengono poi sostituiti da nuovi (polifiodontismo). Essendo pesci senza stomaco, le carpe, cominciano già il processo digestivo all’interno del faringe (come l’uomo) e lo prosegue, poi, nell’intestino grazie alla produzione di vari enzimi e succhi prodotti da pancreas, fegato e bile; è necessario, pertanto, che la nostra esca, la boiles per i carp-angler, possegga un alto potere di digeribilità, quindi un basso contenuto % di grassi ( biomolecole che la carpa fatica a digerire) rispetto a proteine e carboidrati.

La linea laterale: è l’organo "meccano-recettore" che percorre tutto il corpo del pesce dalla testa alla pinna codale. I pori della linea laterale percepiscono linee di flusso, variazioni di pressione, onde acustiche, onde di compressione e rimbalzo e potenziali elettrici.



 
Calendario
<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   
Previsioni Meteo