LE BOILES
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Un po’ di storia
Abbiamo pensato molto a questa sezione perchè riteniamo che un lavoro completo debba annoverare anche una parte bibliografica sulla storia e sull'evoluzione delle esche di interesse per la nostra disciplina. Crediamo che non ci sia persona più qualificata in Italia di Roberto Ripamonti, il quale ha scritto la parte introduttiva del suo libro "Boilies e Mix. Le esche per il carp fishing" (ed. Olimpia), che ancora oggi, dopo 7-8 anni dalla sua pubblicazione, rimane un punto di riferimento per quanto concerne il tema esche!
Boilies, impasti, particles, proteine, aminoacidi, sono tutti termini che gradualmente stanno entrando a far parte del vocabolario dei carpisti italiani. Molto spesso, a causa di una radicale ignoranza da parte di alcuni esperti, taluni termini vengono usati a sproposito e come forma di copertura di una evidente carenza di studio ed esperienza. A causa di questa cattiva informazione, parlare di esche è diventato difficile poiché l'uso di una terminologia (aminoacidi, proteine etc. appunto) scientifica senza avere la cognizione del significato, ha creato ingiustamente un alone di mistero ed il presupposto di una serie di difficoltà concettuali che hanno distolto molti appassionati dal semplice concetto di pesca sportiva.
Nulla di tutto ciò è vero è proprio coloro che sono interessati alla corretta divulgazione del carp fishing mai dovrebbero cadere nella tentazione di "fare colpo" sui lettori attraverso una arida elencazione di ricette e prodotti senza conoscerne loro per primi, l’effettiva importanza. Parlare di esche dedicate al carp fishing, porta infatti a considerare una quantità di prodotti che può a prima vista spaventare il lettore meno attento, travolgendolo in una marea di sigle spesso pensate più per fini commerciali che per fornire un reale aiuto all'appassionato. Oltre alle prove sul campo, effettuate direttamente da chi sta scrivendo e dai tanti amici che hanno collaborato, è stato possibile avere numerosi contattati con alcuni dei più grandi esponenti continentali di questa tecnica tra cui, mi piace ricordare Kevin Maddocks, Rod Hutchinson, Jim Gibbinson, Kevin Nash e, non ultimo, Andy Little.
La carpa è un pesce originario dei Paesi dell'Est e che solo a partire dalla prima metà del '500, ha cominciato a diffondersi in Europa trovando in molti casi un fertile terreno di sviluppo. Paradossalmente, se nei Paesi Mediterranei, la diffusione della carpa è stata elevata, il successo da un punto di vista sportivo lo si è avuto soltanto nei Paesi anglosassoni dove, per il clima freddo, la carpa si è diffusa in modo sporadico e difficoltoso. Forse, proprio per questa ragione in Gran Bretagna, il carp fishing si è elevato a tecnica pura e di scuola grandissima dando vita ad uno stuolo di seguaci che si sono diffusi in tutta Europa. Proprio in onore dei precursori britannici, queste pagine sono dedicate alle pagine di storia che sono stati capaci di scrivere, nella certezza che anche il nostro Paese ha la possibilità di portare un contributo fattivo ed originale allo sviluppo di questa tecnica. Per entrare pero’ nel vivo dell’argomento è necessario fare un salto indietro di un paio di secoli, almeno quando anche nella nobile Inghilterra era la fame ad essere il problema quotidiano e lo stomaco spesso veniva parzialmente riempito, con qualche sfortunato pesce caduto vittima di uno spago e di un gancio. L'esca dell'epoca era certamente naturale e poco commestibile all'uomo; perfetta quindi per trasformarsi in un boccone prelibato da offrire ad un attrettanto (per l'uomo) prelibato pesce. Vermi, larve ed insetti erano "L'ESCA"ed a partire da quell'epoca,ogni sostanza capace di catturare un pesce sarebbe stata eletta al rango di esca prediletta ed immortale.


