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GRANAGLIE

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Come molti di voi sapranno, con il termine particles intendiamo una grande varietà di semi, legumi, tuberi, nocciole…utilizzati sia per l’alimentazione umana che per la pasturazione e l’innesco; nel passato esse rappresentavano l’esca principe per la cattura delle carpe (assieme a “sfarinati” di vario genere) e ora sono state (a nostro avviso, forse, troppo) sottostimate a favore dell’impiego delle boilies. Con ciò non vogliamo assolutamente sottovalutare l’efficacia delle boilies, che consideriamo esche eccezionali, ma vogliamo solo sottolineare come questi semplici prodotti naturali siano spesso “messi da parte”, quasi non facessero parte di quella ristretta elite di inneschi che possono dare grandi soddisfazioni, con la possibilità di catture importanti.
La letteratura europea, in merito, ha speso migliaia di pagine e con il termine particles sono state individuate più di 70 tipi diversi di granaglia; ci sembra eccessiva la ricerca di tutti i loro nomi, ci limiteremo ad elencare quelle di uso più comune e di più facile reperibilità, scusandoci con i lettori nel caso dovessimo tralasciarne qualcuna. Dopo questa piccola presentazione soffermiamoci sulle granaglie di più largo consumo cercando di darne una piccola descrizione generale:

Tiger nuts

Queste noccioline sono dei tuberi di differenti dimensioni, che appartengono ad una pianta acquatica della stessa famiglia del papiro. Coltivata intensivamente soprattutto in Spagna (dove viene chiamata anche chuffas), in questi paesi viene anche utilizzata nell’alimentazione umana e servita nei bar in connubio agli aperitivi…un po’ come succede da noi in Italia con pistacchi e arachidi (guarda caso anch’essi utilizzati nella pesca alla carpa).
Altro luogo di provenienza delle tiger nuts (con particolare riferimento alle black panthers) è l’Africa e più specificatamente, alcuni testi consultati in internet ci confermano colture intensive in Ghana e Nigeria. I valori nutrizionali di queste noccioline sono ottimi e tra tutti è da mettere in risalto l’alto livello di glucosio (zucchero) in esse contenute, che sia assesta su valori intorno al 20% per le “normali” tiger nuts e di circa il 40% per le black panthers. Per garantire una lunghissima conservazione questa nocciolina viene essiccata e disidratata dopo essere stata raccolta, pratica questa che fa sì che sacchi di tiger nuts possano durare, se intatti, anche per parecchi anni!
Le tiger nuts risultano un esca facilmente digeribile che viene assimilata dall’organismo dei pesci solo in minima parte rispetto al volume totale ingerito; altra probabile motivazione del successo di queste noccioline è il loro buon contenuto glucidico.

Tabella riassuntiva dei valori nutrizionali delle tiger nuts:


Proteine    25,3%      
Minerali    2,4%      
Fibre    3,1%      
Carboidrati    26,1%      
Acqua    3%      
Grassi    40,1%


 
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