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IL LAGO DI BILANCINO

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IL LAGO DI BILANCINO
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L'idea della diga artificiale nasce intorno agli anni 50. Nel 1978 si costituì il Consorzio per le risorse idriche, coinvolgendo i 10 comuni della piana, comuni in provincia di Firenze e di Prato. Nel 1984 iniziarono i lavori, ma per problemi legati alla progettazione della torre di presa e della casa di guardia, furono interrotti e successivamente ripresi con nuovi progetti nel 1991. Finalmente nel 1996 l'imponente diga fu terminata. L'inaugurazione al pubblico è avvenuta nel 1999. Il progetto ha lo scopo di sbarrare il corso del torrente Sieve, per limitare le ondate di piena del fiume. Questo corso d'acqua ha, infatti, contribuito in maniera determinante alle disastrose alluvioni provocate dall'Arno. La città di Firenze ha pagato a suo tempo a caro prezzo la forza distruttrice delle acque. Inoltre il bacino ha lo scopo di sopperire ai fabbisogni idrici dei comuni circostanti.
Alcuni dati sul bacino: tipo di sbarramento in materiali sciolti zonati con nucleo in limo per la tenuta, superficie specchio liquido alla quota di massima regolazione 5,10 Km2, volume massimo dell'invaso 84x106 m3, volume del corpo della diga 2x106 m3, larghezza coronamento 8 metri, superficie bacino imbrifero 149 Km2.
La diga è costituita da un imponente bastione che adattandosi parzialmente all'orografia del sito definisce il margine sud-orientale del lago; tale bastione presenta sul versante orientale una scarpata terrazzata rivestita di manto erboso e scandita da camminamenti d'ispezione sia in verticale che in orizzontale; sul versante verso il lago, un'interrotta pendenza in massi calcarei e ciottoli di ghiaia. Sul culmine di tale sezione triangolare è posizionata la viabilità di servizio che, partendo dalla variante della statale della Futa in coincidenza con l'abitato di Bilancino, conduce ai due corpi della casa di guardia e della torre di presa, collegate da un'aerea passerella metallica. La viabilità di collegamento, dall'andamento sinuoso e dal carattere panoramico, è scandita regolarmente da speroni triangolari (alternativamente a monte e a valle) aventi funzione di sosta e di controllo.

La casa di guardia

In corrispondenza con l'imbocco scarico di fondo e derivazione sulla Sieve ed al termine della viabilità di servizio della diga, è situata la struttura progettata da Angelo Villa, caratterizzata da uno stile decisamente moderno e funzionale e dall'uso prevalente e volutamente tecnologico di cemento faccia vista, vetro cemento e profilati metallici di tipo industriale. Il complesso si compone di due edifici dalla volumetria compatta e dal linguaggio omogeneo, rispettivamente la casa di guardia ed il centro servizi a monte e la torre di presa a valle, raccordati tramite una passerella a sbalzo dal tono volutamente industriale, costituita da 16 campate di travi Vierendell e con pavimento e parapetto in pannelli di Orsogrill.
La casa di guardia presenta un impianto rigorosamente geometrico ed assiale, laddove la pianta complessiva di un trapezio è ottenuta tramite la giustapposizione di due diversi moduli: un trapezio con iscritto un cerchio a monte (la casa di guardia) ed un triangolo il cui vertice è tagliato per raccordarsi al corpo della passerella, adibito a semplice muro perimetrale al piano terra. Tali nuclei sono collegati al primo livello tramite un piano interamente vetrato a pianta trapezoidale, di fatto la centrale di controllo dell'intero impianto, ammorsato a monte allo sperone cilindrico del corpo della casa di guardia. I due piani superiori (secondo e terzo) sono ricavati nel nucleo cilindrico della torre (in cemento, vetro e vetrocemento) e presentano ambedue una pianta circolare e simmetrica, sul cui asse sono distribuiti rispettivamente il vano scale (a monte) e la sala panoramica finestrata (verso la diga).



 
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